"Kusamono" ovvero l'arte di creare bonsai di erbacce

[kusa] erba + [mono] cosa

Il kusamono è una semplice e delicata composizione realizzata con erbe sevatiche e fiori spontanei. Può trattarsi di una singola pianta erbacea o arbustiva o di una composizione, il tutto coltivato in vaso, in modo da raggiungere una bellezza imperfetta, in equilibrio armonioso tra vigore e fragilità, gentilezza e durezza. Assieme a bonsai, shitakusa (erbe di compagnia), ikebana e kokedama, il kusamono è espressione della millenaria arte del giardinaggio giapponese ed è intrisa di profondi significati filosofici e religiosi.

come creare un kusamono o bonsai d'erbe spontanee

Ma non lasciatevi intimidire da queste definizioni solenni! Da brava cercatrice di bellezza, credo di aver praticato il “kusamono” da sempre, ancor prima di aver scoperto questa parola giapponese ed aver approfondito il concetto. Nel nostro caso desideriamo solo trarre ispirazione da questa antica pratica di giardinaggio, esercitando l’occhio a cogliere la bellezza anche nelle più umili manifestazioni della natura.

tutorial per creare un kusamono o bonsai d'erbe

Considerate per un attimo le cosiddette erbacce, in gran parte graminacee, che incontrereste durante una passeggiata nel bosco o in campagna: rampicanti, tappezzanti, aeree...quanta mirabile varietà nella forma delle foglie, del gambo, quanta delicatezza di movimento se vengono sfiorate da un alito di vento, quante gradazioni di verde! Insomma questo sarà il primo esercizio di bellezza: lasciarci rapire, visivamente, da tanta naturale ricchezza. Oltre alle erbacce, vi capiterà d’incontrare anche minuscoli arbusti, piccoli cespugli e, lungo i muretti più esposti al sole, microscopiche succulente. Diciamo che la scelta non manca!

Ora, come dicevamo prima, nel modo giapponese, ci sarà uno studio attento della composizione, secondo dei precisi canoni di bellezza “imperfetta”. Nel nostro caso, invece, ci lasceremo guidare dalla bussola di bellezza dentro di noi e creeremo la composizione come il cuore ce l’ispira: delicata, possente, malinconica, dolce. L’importante è che, quando la guardiamo, siamo attraversati da un’onda di emozione. E ogni mattina, quando lo sguardo si poserà sul nostro piccolo “kusamono”, ci sentiremo consolati dalla sua presenza verde e tranquilla sul davanzale della finestra.

decorare la finestra con un kusamono o piccolo bonsai d'erbe

E ora basta chiacchiere: iniziamo a praticare!

La bellezza dell’esercizio, in questo caso, sta nell’imperfezione e nella possibilità di reperire tutto quel che vi serve nel giardino di casa o durante una passeggiata nel verde (ricordatevi di portare con voi una palettina per scavare bene attorno alla zolla di radici, in modo da non danneggiarle):

  • piantine selvatiche o spontanee (come preferite chiamarle), che sceglierete per la bellezza della forma, del colore, per la delicatezza delle foglie, per le esili infiorescenze. Insomma tutto quello che v’ispira!
  • un contenitore carino (un barattolo, una scatoletta di metallo, di legno, una ciotola anche scheggiata, un mini cestino, un vasetto di terracotta usurato dal tempo, ecc)
  • una manciata di argilla espansa, ghiaia o corteccia da mettere sul fondo del contenitore come strato drenante
  • una manciata di muschio (in natura potrete portarne a casa la quantità che vi sta in una mano) e qualche elemento decorativo naturale (sassi, rametti, gusci). Anche qui lasciate libera la fantasia!

E adesso? Come procediamo?

Innanzitutto sistemiamo lo strato drenante nel nostro contenitore e aggiungiamo una manciata di terra da giardino.

A questo punto, osservate tutti gli elementi naturali che avete raccolto e poi provate ad inserirli nel contenitore in base ad un ritmo (di alti, di bassi, di colore, di forma) che solo voi potete percepire, perché proviene dalla vostra anima e dalla propensione infinita alla bellezza racchiusa nel cuore di ciascuno di noi. Non ci sarà una composizione bella e una brutta. Ci sarà solo il “vostro kusamono”, un piccolo giardino delicato su cui posare lo sguardo e ricevere, in cambio, tanta serenità. Ricordatevi di bagnarlo regolarmente, potete usare anche lo spruzzino (dipende dalla grandezza della composizione).

Come potrete notare dalle foto, nei miei c’è una gran varietà (di alcune erbe non so il nome!). Ho utilizzato: acetosella, una mini piantina di faggio (se ne trovano a centinaia sotto i faggi grandi), edera (quella che si arrampica sui tronchi dei pini nel bosco), bucaneve, erbette varie sconosciute.

La primavera è sicuramente la stagione più ricca di spunti per praticare questo esercizio di bellezza, ma vi invito a farlo anche d’inverno, quando la natura è scarna e silenziosa. Rimarrete sicuramente sorpresi da quanta bellezza giace nascosta attorno a voi.

Lo sguardo sul mondo che ci circonda, a causa delle nostre vite frenetiche, risulta spesso offuscato: praticate il “vostro kusamono” per tornare in contatto con la realtà e con voi stessi.

Buon esercizio di bellezza!

Gio

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